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Se una sera d'inverno, l'emozione del cibo non fosse arte?

Una sera d'inverno. Questa sera d'inverno io mi sento come Marcel Proust inebriato dalle sue petites Madeleines... Inebriata da delizioso piacere senza nozione di causa, mi pare così scrivesse lui. In uno di quei libri che è un must  : Dalla Parte di Swann. Ho sempre pensato a Proust come ad un guardone, quando avevo 15 anni e leggevo compulsivamente "all'ombra delle fanciulle in fiore". Il fatto che ci misi altri 4 anni a leggere tutto, e poco d'un fiato, Alla ricerca del tempo perduto, è un'altra storia. Perché io stasera mi sento come lui, la domenica mattina nella camera di zia Leonia a far morire i sensi del palato di piacere, tanto da sembrargli illusoria pure la brevità della vita, tanto dal peccato di gola era assalito. Piacere trovato in una sola, piccola e paffuta Madeleine. Che assurdità,  potreste pensare, ridurre Proust ad una madeleine ... Che assurdità penso io, invece, se vi riempite la bocca di food blogger, food excelent , e qualsiasi...

Fiera che vieni, Fiera che vai.

La superficialità mi disturba, sempre. La me devota ma senza costanza, ha sempre così tanto da dire che alla fine finisce sempre per scrivere poco e niente. Ma questo perché manca la voglia, manca lo stimolo giusto. Questo inizio d'anno, al solito, è saturo di buone intenzioni e ottimi propositi, ma mi conosco e so bene che solo la metà , se non un quarto di questi buoni propositi andranno a buon fine così come le intenzioni. E non perché non lo voglia davvero. Questo 2016 però, mi sembra essere iniziato con il piede sinistro, quello giusto. Non ho rotto nessun piatto o altro come augurio per il nuovo anno, ma sono moltissime le cose che ho lasciato nel 2015 e che non mi appartengono più. E non parlo di oggetti materiali, di quelli dopo il grande furto subito a fine agosto, ho imparato a non curarmi o meglio a non pensarci più se non come a oggetti effimeri che in un certo periodo della nostra vita, decidono di andar via, prendere altre strade, e non perché qualcuno, come è su...

L'arte contemporanea oggi nei colori di Adele Pepe

Qualcuno mi ha insegnato, non moltissimi anni fa, che Chagall è sogno e a volte i sogni possono essere blu. Lo stesso qualcuno,mi ha insegnato che tutta l'arte è contemporanea e che ciascun quadro esiste nel presente in quanto esiste nella nostra contemporaneità. Ultimamente sono stata più del solito devota ma senza costanza, tralasciando così il mio blog, con post a metà che non ho portato a termine, e non perché non avessi pensieri da rendere in forma scritta, ma più per la noia di renderli pubblici. e perciò non ho scritto di molti viaggi, di alcune fiere e di altre mostre, senza un vero motivo che non fosse la noia che mi coglie a star davanti ad un computer mentre me ne potevo andare girovagando di qua e di là per Musei, Fondazioni e città d'Europa. Meraviglie quindi che ancora oggi tengo per me. Ma d'altra parte non tutto vale la pena di essere condiviso, ed alcune volte le cose non raccontate sono le più preziose. Ma oggi mi sento più costante del solito. Ho scri...

Tra Surreaslismo e Afa.

Primo Sabato di quasi estate, una giornata cielo sereno con sole e a tratti afa, tanta afa. Sotto il sole della Versilia, sotto le tende di un gazebo i discorsi vagano da un'area semantica all'altra. Si parla di  gallerie, fiere, mercanti e collezionisti, di arte ma soprattutto di storia. Perchè si sa che l'arte è qualcosa che fa esplodere la storia, la dove non c'è Storia non c'è nulla.C'è il puro movimento, puro, purissimo. Pensieri e considerazioni  vagano accompagnati dalla solenne convinzione dei mezzi di analisi e di oratoria che li accompagnano. E mentre si parla di mercati poco chiari, meccanismi osceni e artisti dalle idee obsolete con assoluto candore il padrone di casa ci pone un quesito : Chi è stato il primo pittore surrealista della Storia dell' Arte? Commensali arrivati dall'Uruguay rispondono di primo acchitto :Bosch. Risposta sbagliata, o almeno non proprio esatta. Ma perchè? Il labirinto affascinante dell'immaginazione di...

Ripetuta Juvant?

Ce l'hanno insegnato a scuola, e ce l'hanno insegnato in latino che le cose ripetute giovano. Può essere; ma io credo invece, memore delle ripetute prediche, subite dall'infanzia, che diventino terribilmente noiose. Piú di Schelling quando ribadisce il concetto  che l'arte cominci dove il sapere ci pianta in asso, ma sempre meno di Kant e il suo giudizio estetico, che ai tempi già del Liceo non riuscivo a farmi piacere. Come se,  in una sola esistenza, si potesse già in giovane età riuscire a criticar la ragion pura! Eppure, sono convinta che la mente possa giungere facilmente ad esiti stupendi nell'accordo tra immagini ingenue di anime semplici, ma senza l'arroganza di certi filosofi che finiscono per diventare ripetitivi. Ma d'altra parte tutto si ripete intorno a noi, come un ciclo continuo e questo lo diceva Zenone, che piú di tutto amò i Paradossi, che ciclicamente tutto si sarebbe ripetuto e sarebbero rinati gli stessi uomini per compiere le stesse...

La Serenissima in attesa

Venezia, La Serenissima, La Dominante, La Regina dell'Adriatico. Venezia, appoggiata sul mare, una dolce ossessione per turisti innamorati e giovani yankee americani. E ancora Venezia, la città di Giacomo Casanova, di Tintoretto, Tiepolo, Tiziano e Canaletto ma anche di Peggy Guggenheim., in questi giorni si strapopola di nuovi vecchi turisti. Quelli del mondo dell'arte contemporanea ma soprattutto quelli dell'arte  "astratta" , sedicente, millantata, mai studiata. Addetti ai lavori, sedicenti curatori,insignificanti e grandi galleristi altrettanti insignificanti e grandi artisti che vi si recano per quella kermesse chiamata Biennale di Venezia. Dal 1895 continua senza tregua ad essere tra le esposizioni d'arte una delle piú antiche. Voluta da certi intellettuali Veneziani la Biennale ad ogni edizione si espande sempre di piú, e tutti  impazzano tra mostre, vaporetti , feste e palazzi in cui si sente ancora l'odor dell'acqua alta. Mi piace Venezia...

Oltre quel Giardino Segreto

Ci sono giorni come questo, in cui a tratti mi sembra di aver realizzato ciò che per una vita intera chiunque ha sperato. Come uno sguardo puntato dalla terra al cielo che promette qualcosa di diverso, che promette di fendere un velo e aizza all'ira di chi e' complice del mondo cosí com'e, ricordando ciò che bisognerebbe scacciare da noi stessi. E ancora.. Ci sono giorni come questo, in cui ritorni bambina e il giardino segreto l'hai trovato anche tu, e quel film che in VHS guardavi a ripetizione adesso é il tuo, e al posto di quella bambina c'é una mezza donna acerba , le cui contraddizioni superano i pregi e gli stati d'animo sono contrastanti. Da una parte l'emozione della scoperta di quel giardino segreto tanto caro al cuore, e dall'altra parte proprio "oltre il giardino" la sensazione di inadeguatezza che cerchi di scacciare senza riuscirvi. Sta lí davanti a te a gambe tese e a mandarla via ti sembra quasi di farle del male. Ecco come m...