Post

Plastic Resonance. Solo Show di Francesca Pasquali at Leila Heller Gallery New York city.

Il Favoloso mondo dell'artista Francesca Pasquali  é arrivato a New York city. Finalmente qualcosa di bello, di interessante, di veramente artistico arriva in America dalla nostra bella ma stanca Italia. Sì é aperta difatti ieri alla Galleria Leila Heller in Chelsea il solo show di Francesca, "Plastic Resonance". Ed ovviamente io non potevo mancare a questa nuova consacrazione dell'artista Bolognese.  Dopo la mostra di Londra, nella sede inglese della Tornabuoni Gallery, il percorso di Francesca si muove in giro per il mondo portandosi dietro la bellezza dei suoi colori, dei materiali plastici e tattili che ti fanno venire voglia di toccarle queste opere cosi belle, così nuove, così diverse. Qualcosa che va oltre il contemporaneo, qualcosa di più simile ai grandi pionieri del passato che vanno oltre la tela non dimenticando mai la struttura e la tradizione artistica, ma semplicemente la superano e in alcuni casi , superando loro stessi.  Le opere di Francesca P...

Francesca Pasquali - Plastic Resonance- Leila Heller Gallery New York

Immagine
Il Favoloso mondo dell'artista é arrivato a New York city. Finalmente qualcosa di bello, di interessante, di veramente artistico arriva in America dalla nostra bella ma stanca Italia. Sì é aperta difatti ieri alla Galleria Leila Heller in Chelsea il solo show di Francesca, "Plastic Resonance". Ed ovviamente io non potevo mancare a questa nuova consacrazione dell'artista Bolognese. Dopo la mostra di Londra, nella sede inglese della Tornabuoni Gallery, il percorso di Francesca si muove in giro per il mondo portandosi dietro la bellezza dei suoi colori, dei materiali plastici e tattili che ti fanno venire voglia di toccarle queste opere cosi belle, così nuove, così diverse. Qualcosa che va oltre il contemporaneo, qualcosa di più simile ai grandi pionieri del passato che vanno oltre la tela non dimenticando mai la struttura e la tradizione artistica, ma semplicemente la superano in alcuni casi , superando loro stessi. Le opere di Francesca Pasquali sgusciano fuori d...

Dear Mum, sono andata a New York ed ho incontrato Matthew Barney.

Immagine
Dear Mum, Sono andata a New York ed ho incontrato Matthew Barney. É proprio così che dovrebbero iniziare un certo tipo di fiabe. Quelle fiabe da le pan quotidian in cui non l unico principe azzurro ammesso è IL fato. Ho sfidato il fato tante volte, l ho raggirato, l ho affrontato finche non ha deciso di arrendersi alla caparbia di una come me, devota ma senza costanza. Ho incontrato Matthew Barney, è uno di quei titoli che fa molto film all italiana degli anni '80. Quei film irriverenti in cui il sogno é incontrare o sposare Simon Le Bon. Io ho aspettative più modeste. Non lo voglio un Simon Le Bon, tra i due di cool basto io. Io preferisco degli incontri magari fugaci, brevi ma intensi. Per tutta la storia della mia vita,passata nel mondo dell'arte, posso con cognizione di causa iniziare ad alzare sempre di più la media delle mie aspettative. Adesso scrivo abbraccio senza pero urlare.. qui nella terrazza dell Americano, la vista é bellissima e la musica urla più di me,...

Salvatore Scarpitta @Basel 2016 courtesy Tornabuoni Arte

Immagine
Art Basel, l'irresistibile, l'irrefrenabile, la fiera dalle nuove e vecchie scoperte anche quest'anno ha aperto le sue porte. Tante le nuove scoperte, pochi i massacri, tantissime le meraviglie. Mi sono persa per poi ritrovarmi con nuove figurazioni e nella scoperta di artisti, da me, poco indagati la cui storia e il cui percorso sono tanto affascinanti da far sì che la mente si apra a nuove prospettive. Eppure quest'anno me ne sono andata in giro parecchio tra fiere e mostre sparse quà e là tra oriente e occidente, per poi ritrovare a Basilea una nuova meraviglia nelle opere e nella storia di un grande artista italiano : Salvatore Scarpitta. Presentato nella kermesse svizzera dalla Tornabuoni Art Gallery, Salvatore Scarpitta scardina ogni logica convenzionale e parafrasando le parole di Germano Celant : egli é l'artista che per la prima volta porta la realtà nell'arte e viceversa. Potrebbe per molti, sembrar difficile, concepire le "macchine" ...

A proposito di... il Fenomeno Deodato Arte

Nuovamente ho abbandonato il mio blog, e non perchè non avessi nulla da dire, ma  perchè al solito sono devota ma senza costanza. Tuttavia da un paio di settimane mi è venuto da pensare, che noi tutti, oggi, italiani o no, se si escludono alcuni del mestiere, o pochi artisti o altrettanto eletti, abbiamo dell'arte un immagine non messa a fuoco, piuttosto sbiadita, collegata non so a quali pensieri di grandezza, sicuramente pensieri che sono ben lontani dai concetti di grazia e armonia. Qualcosa di più simile ad un fenomeno, che non importi quanto duri, si tratti di meteora o stella fissa. Qualcosa che si allontana dalle tensioni dei nostri giorni, dalle asprezze, dalle disarmonie e dalle violenze, insomma dall imperfezione dell'epoca in cui viviamo. E ciò, a pensarci bene, non mi sembra poi così tragico, sicchè ho sempre sostenuto che l'arte non abbia una funzione politica, finisce per averla, per la sua bellezza, la sua grandezza e questo ce lo hanno insegnato Michela...

Impronte di un anima a colori. A tu per tu con Manuela Manes

Immagine
Ho sempre pensato, con indubbio candore, che Wim Wenders avesse ragione nel sostenere che la vita sia a colori seppur la realtà in bianco e nero, così come ho sempre pensato che nel corso della storia di tutte le arti il colore con ogni sua sfumatura fosse fondamentale per un'opera d'arte fino ad arrivare all'idea di innamorarmi di opere d'arte quasi prive di immagini e cariche di sentimenti a colori. E quando scrivo ciò non mi riferisco solo a quei grandi artisti astratti dei secoli scorsi come Rothko, Clyfford Still, Pollock ecc ecc, ma mi riferisco a quegli artisti contemporanei con i quali, fortunatamente, giorno dopo giorno ho la fortuna di approcciarmi. L'artista Manuela Manes, è tra loro, la quale dipinge con forza i sentimenti e le emozioni della sua anima solo attraverso il colore. La sua pittura astratta è fatta di colori che vengono da sue esperienze, stati d'animo personali rendendo ogni opera una mappa emotiva nelle quali lascia un po' del...

Da Armory Week a Miart con gli artisti di Piero Atchugarry Gallery. Part 2

Immagine
Mancano pochi giorni all'apertura della nuova edizione di Miart 2016, tanto alte le aspettative, che senza ombra di dubbio verranno ampiamente accontentate. Il Miart è la fiera per eccellenze in Italia, e non me ne voglia Bologna che ormai è stantia con i fianchi un po' molli, ma Miart brilla di una luce diversa, più nuova, più seducente, più internazionale. Abbiamo constatato che molti anzi troppi artisti italiani in cui magari riponiamo ogni giorno tante speranze, una volta varcato il confine non esistono, hanno un presente talmente piccolo che se li cercate nei risultati delle aste il nome ve lo porta come un errore. Per fortuna però Miart, la fiera della bella Milano, si guarda oltre e indaga finalmente gli artisti del panorama internazionale che hanno un vero presente, e mi riferisco in questo caso a Brookhart Jonquil, giovane ma ormai affermato, artista americano che ho avuto modo di conoscere personalmente un mese a incontrare all'art fair Pulse New York, alla ...