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Libero Ai Wei Wei. Liberi tutti.

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Ho sempre pensato , con indubbio candore, che l' arte non dovesse erigersi a manutengolo di una fazione politica ne tantomeno semplificarsi in banali e malconce denunce sociali senza una consapevolezza d utilizzo dello strumento arte come parola. Questa bizzarra convinzione l ho maturata col tempo, approcciandomi dopo anni di studio d arte antica o classica, fate voi, all'arte moderna e contemporanea in cui sembra essersi persa una certa bussola d orientamento in quello che potrebbe essere definito "il bello per il bello". Mi sono ampiamente scontrata con me stessa in questi anni, avviandomi,a tratti, verso una quasi chiusura nei confronti di molti artisti contemporanei ai quali, quasi per preconcetto non ho mai indagato sino in fondo. Ma oggi sono qui a scrivere di Ai Wei Wei, che con qualche mio professore della vecchia scuola, ho quasi imparato a demonizzare senza conoscerlo. Errore gravissimo, alla quale poche settimane fa, sono riuscita a porre rimedio. ...

Tribute in Light. 11 Settembre memorial by Paul Myoda.

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Il terrorismo uccide. Il terrorismo ha ucciso. Il terrorismo può uccidere ancora. É questo il mood di oggi, mentre si avvicina quella data indicibile e indimenticabile, non solo per gli Americani che é l'11 settembre. Un nuovo mostro inventato, nutrito, allevato come una serpe in seno é questo maledetto e instabile terrorismo che ci viene a sorprendere fin dentro le nostre case, fin dentro le nostre anime. Un'invenzione tanto reale da far male soprattutto nei ricordi di chi un pezzo di cuore l ha perso quell undici Settembre. Il patriottismo americano, in passato l ho sempre trovato a tratti stucchevole.. sono degli yankee, figli di una terra senza storia e l'unica storia che hanno sempre conosciuto é stata la conquista, il sopraffare le altre civiltà per imporsi e alla fine quasi deporsi. L ho capito con il tempo, abitandolo questo grande, grandissimo Paese, che loro meglio di noi invece sono figli di grandi uomini dagli altrettanti valori patriottici da Roosevelt a ...

Plastic Resonance. Solo Show di Francesca Pasquali at Leila Heller Gallery New York city.

Il Favoloso mondo dell'artista Francesca Pasquali  é arrivato a New York city. Finalmente qualcosa di bello, di interessante, di veramente artistico arriva in America dalla nostra bella ma stanca Italia. Sì é aperta difatti ieri alla Galleria Leila Heller in Chelsea il solo show di Francesca, "Plastic Resonance". Ed ovviamente io non potevo mancare a questa nuova consacrazione dell'artista Bolognese.  Dopo la mostra di Londra, nella sede inglese della Tornabuoni Gallery, il percorso di Francesca si muove in giro per il mondo portandosi dietro la bellezza dei suoi colori, dei materiali plastici e tattili che ti fanno venire voglia di toccarle queste opere cosi belle, così nuove, così diverse. Qualcosa che va oltre il contemporaneo, qualcosa di più simile ai grandi pionieri del passato che vanno oltre la tela non dimenticando mai la struttura e la tradizione artistica, ma semplicemente la superano e in alcuni casi , superando loro stessi.  Le opere di Francesca P...

Francesca Pasquali - Plastic Resonance- Leila Heller Gallery New York

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Il Favoloso mondo dell'artista é arrivato a New York city. Finalmente qualcosa di bello, di interessante, di veramente artistico arriva in America dalla nostra bella ma stanca Italia. Sì é aperta difatti ieri alla Galleria Leila Heller in Chelsea il solo show di Francesca, "Plastic Resonance". Ed ovviamente io non potevo mancare a questa nuova consacrazione dell'artista Bolognese. Dopo la mostra di Londra, nella sede inglese della Tornabuoni Gallery, il percorso di Francesca si muove in giro per il mondo portandosi dietro la bellezza dei suoi colori, dei materiali plastici e tattili che ti fanno venire voglia di toccarle queste opere cosi belle, così nuove, così diverse. Qualcosa che va oltre il contemporaneo, qualcosa di più simile ai grandi pionieri del passato che vanno oltre la tela non dimenticando mai la struttura e la tradizione artistica, ma semplicemente la superano in alcuni casi , superando loro stessi. Le opere di Francesca Pasquali sgusciano fuori d...

Dear Mum, sono andata a New York ed ho incontrato Matthew Barney.

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Dear Mum, Sono andata a New York ed ho incontrato Matthew Barney. É proprio così che dovrebbero iniziare un certo tipo di fiabe. Quelle fiabe da le pan quotidian in cui non l unico principe azzurro ammesso è IL fato. Ho sfidato il fato tante volte, l ho raggirato, l ho affrontato finche non ha deciso di arrendersi alla caparbia di una come me, devota ma senza costanza. Ho incontrato Matthew Barney, è uno di quei titoli che fa molto film all italiana degli anni '80. Quei film irriverenti in cui il sogno é incontrare o sposare Simon Le Bon. Io ho aspettative più modeste. Non lo voglio un Simon Le Bon, tra i due di cool basto io. Io preferisco degli incontri magari fugaci, brevi ma intensi. Per tutta la storia della mia vita,passata nel mondo dell'arte, posso con cognizione di causa iniziare ad alzare sempre di più la media delle mie aspettative. Adesso scrivo abbraccio senza pero urlare.. qui nella terrazza dell Americano, la vista é bellissima e la musica urla più di me,...

Salvatore Scarpitta @Basel 2016 courtesy Tornabuoni Arte

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Art Basel, l'irresistibile, l'irrefrenabile, la fiera dalle nuove e vecchie scoperte anche quest'anno ha aperto le sue porte. Tante le nuove scoperte, pochi i massacri, tantissime le meraviglie. Mi sono persa per poi ritrovarmi con nuove figurazioni e nella scoperta di artisti, da me, poco indagati la cui storia e il cui percorso sono tanto affascinanti da far sì che la mente si apra a nuove prospettive. Eppure quest'anno me ne sono andata in giro parecchio tra fiere e mostre sparse quà e là tra oriente e occidente, per poi ritrovare a Basilea una nuova meraviglia nelle opere e nella storia di un grande artista italiano : Salvatore Scarpitta. Presentato nella kermesse svizzera dalla Tornabuoni Art Gallery, Salvatore Scarpitta scardina ogni logica convenzionale e parafrasando le parole di Germano Celant : egli é l'artista che per la prima volta porta la realtà nell'arte e viceversa. Potrebbe per molti, sembrar difficile, concepire le "macchine" ...

A proposito di... il Fenomeno Deodato Arte

Nuovamente ho abbandonato il mio blog, e non perchè non avessi nulla da dire, ma  perchè al solito sono devota ma senza costanza. Tuttavia da un paio di settimane mi è venuto da pensare, che noi tutti, oggi, italiani o no, se si escludono alcuni del mestiere, o pochi artisti o altrettanto eletti, abbiamo dell'arte un immagine non messa a fuoco, piuttosto sbiadita, collegata non so a quali pensieri di grandezza, sicuramente pensieri che sono ben lontani dai concetti di grazia e armonia. Qualcosa di più simile ad un fenomeno, che non importi quanto duri, si tratti di meteora o stella fissa. Qualcosa che si allontana dalle tensioni dei nostri giorni, dalle asprezze, dalle disarmonie e dalle violenze, insomma dall imperfezione dell'epoca in cui viviamo. E ciò, a pensarci bene, non mi sembra poi così tragico, sicchè ho sempre sostenuto che l'arte non abbia una funzione politica, finisce per averla, per la sua bellezza, la sua grandezza e questo ce lo hanno insegnato Michela...