Impronte di un anima a colori. A tu per tu con Manuela Manes

Ho sempre pensato, con indubbio candore, che Wim Wenders avesse ragione nel sostenere che la vita sia a colori seppur la realtà in bianco e nero, così come ho sempre pensato che nel corso della storia di tutte le arti il colore con ogni sua sfumatura fosse fondamentale per un'opera d'arte fino ad arrivare all'idea di innamorarmi di opere d'arte quasi prive di immagini e cariche di sentimenti a colori.
E quando scrivo ciò non mi riferisco solo a quei grandi artisti astratti dei secoli scorsi come Rothko, Clyfford Still, Pollock ecc ecc, ma mi riferisco a quegli artisti contemporanei con i quali, fortunatamente, giorno dopo giorno ho la fortuna di approcciarmi.
L'artista Manuela Manes, è tra loro, la quale dipinge con forza i sentimenti e le emozioni della sua anima solo attraverso il colore. La sua pittura astratta è fatta di colori che vengono da sue esperienze, stati d'animo personali rendendo ogni opera una mappa emotiva nelle quali lascia un po' del suo essere, o meglio, delle  sue impronte in noi. E difatti la prossima mostra personale che ho il piacere di curare sarà : "Impronte. Viaggio di un anima a colori"; alla Galleria Deodato Arte dal 5 Maggio 2016.
Ho incontrato tante volte Manuela, il cui spirito è davvero un anima dai tanti colori e dalle mille sfumature. Non è stata semplice, racchiudere in un titolo così breve l'immensa varietà del suo essere un artista astratto, così come non è stato semplice per me, in poche pagine scrivere di lei, delle sue opere e dei tantissimi mondi paralleli che si nascondono dietro ogni opera, ma è stato affascinante, interessante.  D altra parte si sa, come insegna Bruno Munari, che complicare è facile, semplificare difficilissimo. Perciò per esaudire ogni ulteriore curiosità non solo mia, ma soprattutto per voi pubblico mai sazio, ho pensato bene che forse qualche domanda all'artista Manuela Manes, prima della mostra fosse d'obbligo, per entrare nel suo mondo di artista e di donna, così l'ho incontrata ed ha risposto alle mie domande.
In attesa del vernissage della mostra il 5 Maggio 2016, iniziate a riempirvi gli occhi di meraviglie ma soprattutto conosciamo meglio Manuela che è prima di essere artista una vera anima a colori.
Intervista a Manuela Manes
D :  Cosa rappresenta per te l'arte?
R: "In un celebre passo dell’Idiota Dostoevskij scriveva “La bellezza salverà il mondo”. Ecco, l’arte per me, in primis da spettatrice, ma anche da artefice, incarna perfettamente l’ideale di bellezza, quella che colora di magia ogni viaggio, sprigionando un potere a volte salvifico per tutte le anime che tentano la propria strada.
L’esperienza dell’arte è intrisa di incanto, di stupore, è colorata da una gamma infinita di sfumature capaci di trasmettermi il calore che mi serve per vivere, per riconoscermi e raccontarmi. Per me rappresenta il dialogo più intimo e autentico con il mondo che ho voglia di sperimentare, cercando il senso degli incontri e delle esperienze mentre seguo il filo delle emozioni che mi guidano lungo il cammino".
D: La tua prossima e imminente mostra personale ha come titolo "impronte", perché?
R: "La vita è un lungo itinerario, a volte lineare ma molto più spesso tortuoso, fatto di milioni di passi che disegnano sul terreno, ma anche in cielo o sulla superficie del mare, la mappa dei nostri sogni. La mia mostra vuole raccontare il viaggio che ho intrapreso negli ultimi due anni, un percorso che mi ha visto affrontare ostacoli imprevisti e mi ha portata ad acquisire una consapevolezza più matura dei miei desideri e dei miei obiettivi. Le impronte sono i segni e le cicatrici che le rotte della vita mi hanno lasciato sulla pelle, e che io a mia volta ho voluto raccontare nelle mie tele, in un lavoro che ricerca l’armonia tra le contraddizioni e l’equilibrio tra sensi, energia e poesia".
D:  Attraverso l’arte esprimi le tue emozioni a volte anche più intime e personali, ma cosa vorresti davvero arrivasse al pubblico? Come spiegheresti una tua opera ad collezionista che si approccia ai tuoi quadri?
R: "Ognuno dei miei quadri è una confessione, in cui le tracce di colore e di materia si compenetrano cercando di raccontare un’esperienza viva. Il dialogo da cui scaturisce ogni opera nasce dalle sensazioni più intime che provo nella relazione con me stessa e con gli altri, e vorrei che questo dialogo continuasse con il pubblico. Mi piacerebbe che lo spettatore entrasse in sintonia con i miei colori, leggendoci dentro la mia storia ma al tempo stesso la sua, e cercando nella composizione che ha di fronte un frammento di quella bellezza che, a guardarci bene, ha già negli occhi.
Le mie tele sono dense di sorrisi ma anche di fatica, e intrise di salsedine, perché il blu del mare è la mia anima gemella. Vorrei che chi si approccia ai miei lavori ne sentisse il profumo e si lasciasse condurre lungo un viaggio senza confini, dove tutto è possibile".
D: Ci sono delle correnti oppure degli artisti dalle quale ti senti influenzata in maniera particolare?
R: "Rubo suggestioni e spunti come una ladra di arcobaleni. I musei, le grandi collezioni, ma anche l’arte più popolare che incrocio nelle mie peregrinazioni sono il nutrimento essenziale per la mia anima e il mio cuore. Il mio percorso artistico è in continuo divenire, ma sicuramente alcune correnti e artisti hanno fatto vibrare le mie corde con più vivacità, regalandomi un nuovo approccio di ricerca: l’armonia cromatica degli impressionisti, la folle genialità di Picasso, l’energia intensa e quasi crudele degli espressionisti astratti, la composizione poetica e senza frontiere di Mirò, il richiamo vigoroso della materia viva nelle opere di Burri…"
R: Come è avvenuto il tuo approccio con la pittura?
D: "Disegno e dipingo fin da piccola. Ricordo che la mattina, andando a scuola in pullman, i miei occhi si concentravano sull’armonia dei colori tenui dell’alba e sulle sagome che nel chiaroscuro disegnavano storie all’orizzonte. Le mie scelte di formazione e professionali mi hanno portata verso altre strade, ma non ho mai abbandonato la mia passione per la pittura, che ho ripreso a coltivare una decina di anni fa, frequentando corsi che mi hanno permesso di sperimentare nuovi percorsi e affinare le tecniche. Il mio obiettivo, oggi è di ridurre sempre più le infrastrutture visive, compositive e culturali che si frappongono tra me e il sentimento di meraviglia, per consentirmi di ritornare a guardare e a immaginare le cose con gli occhi di quando ero bambina."
D: Il tuo lavoro artistico matura giorno per giorno così come la tua tavola di colori cambia sempre sfumature, hai già in mente prossimi progetti?
R: "Ho tantissime idee in testa, che dialogano per mesi con la mia anima in cammino e cambiano in continuazione in funzione del vento, insieme a me e al mio viaggio dentro le stagioni. Sicuramente sto lavorando per imparare meglio a sintetizzare, vorrei concentrarmi sull’eliminazione del superfluo per focalizzarmi sulla ricerca del senso, della poesia e del calore più vivo. Nella pittura, così come nella vita."

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